igiene e radiazioni ionizzanti: regolamento igiene, igiene alimenti per prevenire contaminazioni da radiazioni ionizzanti. Igiene e contaminazione radionuclidi

 
 

Contaminazione da radionuclidi (nuclidi radioattivi; nuclide=nucleo)

Gli esseri viventi sono sottoposti a radiazioni ionizzanti di origine naturale (per esempio da rocce vulcaniche) e artificiale (esplosioni nucleari, incidenti a impianti nucleari).

(Radiazioni ionizzanti: radiazioni di elevata energia che generano ioni da atomi e molecole elettronicamente neutri con effetti molto dannosi per le cellule viventi).

Le radiazioni, se in piccole dosi danneggiano le cellule favorendo la mutagenesi e la cancerogenesi, oltre una certa soglia danneggiano e distruggono i tessuti fino a procurare la morte dell'individuo. Gli alimenti sono contaminati da radioisotopi che si possono trovare finemente dispersi nell'atmosfera in seguito ad esplosioni nucleari (fall-out), a scarichi o perdite di impianti nucleari. Si può venire a contatto col radioisotopo direttamente oppure attraverso la catena alimentare, che rappresenta il mezzo più importante di contaminazione. I vegetali, primo anello della catena, vengono contaminati per deposizione delle scorie radioattive sulla superfici esterne o per assorbimento dal terreno tramite le radici; l'eliminazione degli strati più esterni durante la lavorazione (farine raffinate) e prima che i vegetali  vengano mangiati o cucinati (pelle o buccia o baccello) diminuisce notevolmente la pericolosità dei prodotti. La contaminazione della carne e dei prodotti di origine animale (latte, uova, ecc.) dipende dall'alimentazione dell'animale. I pesci di mare risultano meno inquinati di quelli di lago; i molluschi sono fra i più contaminati.

Esistono regolamenti europei che fissano i livelli massimi ammissibili per i principali radionuclidi (stronzio 90, iodio 131, plutonio 239, cesio 134 e 137) negli alimenti.



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