Igiene e contaminazione chimica: igiene alimenti e contaminazione metalli pesanti, igiene e contaminazione da radiazioni ionizzanti, vetro, materiali

 
 

Contaminazione da contenitori

I contenitori sono sia gli utensili da cucina e da tavola, sia gli imballaggi a contatto con l'alimento.

L'imballaggio accoglie, protegge, conserva il prodotto affinché arrivi in ottime condizioni al consumatore. L'uso esteso degli imballaggi comporta problemi per la salvaguardia dell'ambiente, minacciato da rifiuti non degradabili e quindi anche lo studio delle strategie per riciclare e smaltire. Il contenitore può essere anche fonte di contaminazione per l'alimento; alcune sostanze cedute dal contenitore all'alimento possono essere nocive. Una serie di norme legislative fissano precisi limiti di migrazione globale e specifica per le sostanze accertata o di sospetta nocività; i principali materiali con cui sono fabbricati i contenitori per alimenti sono:

metalli, ceramica, vetro, carta e cartoni, plastica;

metalli: acciaio inox, alluminio, banda stagnata. Acciaio e alluminio non pongono particolari problemi ma è bene non lasciare a lungo gli alimenti nel contenitore, specialmente se acidi. La banda stagnata (lamiera di acciaio rivestita di stagno) si usa per alimenti sterilizzati a lunga conservazione (scatolette); un tempo il pericolo derivava dalle saldature fatte con stagno-piombo (il piombo è uno dei metalli più tossici che si conosca); oggi le scatolette vengono saldate elettronicamente con il raggio laser.

Ceramica: la materia prima è l'argilla; il processo di fabbricazione consiste nell'impastatura, foggiatura, essiccazione e cottura a circa 1000°C. Per ottenere l'impermeabilizzazione occorre verniciare l'oggetto e ricuocerlo. Nelle vernici usate per le ceramiche comuni vengono aggiunti ossidi di piombo; ciò non avviene nelle porcellane; il rischio della contaminazione da piombo proviene anche dalla decorazione sopra-smalto, cioè sopra la verniciatura, fatta prima della seconda cottura. I pigmenti usati contengono piombo e vengono portati facilmente in soluzione da alimenti acidi. I limiti massimi di cessione di piombo sono fissati dalla legge.

Vetro

Alla base della fabbricazione del vetro una sostanza, silice, riscaldata, si trasforma in una pasta fluida. Possono a questa essere aggiunti ossidi di piombo, ossidi di calcio, bario, zinco, come sostanze stabilizzanti. Ci sono tante formulazioni diverse per fabbricare il vetro ma la legge ne autorizza solo 3: il vetro comune (cat. A), il vetro opacizzato (cat. B) e il vetro al piombo (cat. C). Il vetro comune (cat. A) è tra i materiali più sicuri a contatto con gli alimenti:

è resistente alle alte temperature, ad acidi ed alcali, non dà luogo a fenomeni di cessione, né modifica i caratteri organolettici, è impermeabile ai gas e ai liquidi, è trasparente, può essere sterilizzato e riciclato; però è fragile e pesante, perciò, in molti settori delle bevande è stato sostituito dalla plastica o dal multi-strato (brik). Il vetro opacizzato (cat. B) è indicato per contenitori da usare in condizioni di contatto con temperature non superiori a 80°C. Il vetro al piombo (cat. C) può essere utilizzato solo per vasellame e bicchieri destinati a contatti brevi, anche se ripetuti, con gli alimenti.

Carta e cartoni.

Carta e cartoni sono largamente impiegati per l'imballaggio di alimenti di tipo solido-secco e, accoppiati con film di plastica e alluminio, per contenere prodotti liquidi e semi-liquidi (brik). La legge detta norme ben precise sulla composizione della carta da usare per l'imballaggio degli alimenti. La colorazione può essere effettuata solo con i coloranti ammessi per gli alimenti e la stampa solo sulla parete esterna, non a contatto con gli alimenti. Se fabbricati secondo le regole, questi contenitori non presentano particolari problemi di contaminazione.

Plastica.

La plastica garantisce: leggerezza, inerzia, infrangibiltà, durata, economicità, igienicità. Ha bassa resistenza all'abrasione. I contenitori di plastica, e i multi-strato con pellicola di plastica a diretto contatto con l'alimento, sono disciplinate da un complesso di leggi che prevedono liste positive sia per le resine di base (polietilene o PE, polivinilcloruro o PVC, polietilentereftalato o PET, ecc) che per i numerosi additivi aggiunti (stabilizzanti e coloranti). Le prime non presentano gravi problemi di tossicità, salvo il PVC. Il PVC ha un monomero di base che è cancerogeno e per quel monomero di base la legge fissa i limiti di migrazione specifica.

Contaminazione da metalli pesanti.

Tra i contaminanti ambientali i metalli pesanti sono i più pericolosi; a causa della loro inerzia metabolica, si concentrano lungo la catena alimentare e, giunti all'essere umano, si accumulano in particolari organi procurando problemi per la salute. Le fonti di provenienza possono essere varie: attività industriali (fiumi, rifiuti liquidi e solidi), rifiuti urbani, gas di scarico delle auto e delle macchine, fitofarmaci.

La contaminazione può provenire anche da contenitori; alcuni metalli (ferro, rame, zinco, cobalto, manganese, cromo) in dosi minime sono essenziali per l'organismo; ma risultano dannosi a dosi più elevate; altri metalli (piombo, mercurio, cadmio) sono solo dannosi per l'organismo e, anche a basse concentrazioni, esplicano azione tossica. La pericolosità dei metalli pesanti è data dal fatto che reagiscono con gli enzimi, e più in particolare con le proteine, procurando danni strutturali e metabolici alle cellule. Il mercurio contamina soprattutto i pesci predatori, come il tonno; la legge stabilisce dei limiti di mercurio presente nel tonno, nel pesce spada, nel palombo, e in altri squali freschi; i pesci che provengono da certe aree del Giappone sono a rischio; è sconsigliabile somministrare le qualità di pesce notoriamente più inquinate a donne in gravidanza, bambini, vecchi e malati, per i quali è bene anche limitare la frequenza dei pasti a base di pesce (in media due alla settimana). Il piombo è stato a lungo immesso nell'atmosfera (e poi nelle acque e negli alimenti) attraverso i gas di scarico dei veicoli a motore. I limiti del piombo nei prodotti zootecnici (animali d'allevamento), nei molluschi e nel vino sono stabiliti per legge. I prodotti ortofrutticoli è bene che siano ben lavati per ridurre la quantità di piombo (o altri contaminanti) depositati sulla superficie.

Il cadmio è impiegato nell'industria delle vernici, della plastica e delle leghe speciali; le fonti di contaminazione sono date dagli scarichi industriali (il problema si pone per i pesci dei corsi d'acqua e degli estuari nei quali gli scarichi confluiscono); dalle fonderie (il cadmio è presente nei fiumi e contamina le coltivazioni limitrofe); dalle pratiche agronomiche (fertilizzanti fosforati che contengono cadmio). Cadmio e piombo possono anche provenire da contenitori di ceramica con decorazione sopra-smalto.



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