anticorpi: il sistema naturale di difesa dell’organismo, le immunità
anticorpi: il sistema naturale di difesa dell’organismo, le immunità
· Si sa poco dei linfociti T soppressori. Probabilmente inibiscono l'azione degli altri globuli bianchi una volta che l'infezione sia stata debellata.
Esiste anche un terzo tipo di linfociti, i linfociti natural killer (NK), che hanno funzione analoga ai linfociti T citotossici, ma non utilizzano il riconoscimento dell'MHC.
Il ruolo "attivo" della difesa specifica è quindi svolto dai linfociti T citotossici, dai linfociti NK e dagli anticorpi. Vediamo in dettaglio come funzionano questi ultimi.
Il sistema immunitario è molto complesso ed ha la funzione di proteggere l'organismo dall’aggressione degli agenti patogeni. Esso è presente in tutti i vertebrati, e nessun individuo con il sistema immunitario gravemente compromesso può sopravvivere, anche se sottoposto alla più moderna terapia antibiotica. Il sistema immunitario è capace di rispondere a tutte le sostanze estranee all'organismo, chiamate genericamente antigeni, e riesce a riconoscere in modo altamente specifico milioni d’antigeni diversi anche solo per minime variazioni della loro composizione. Per svolgere queste funzioni, il sistema immunitario è ogni momento in grado di riconoscere ciò che è proprio dell'organismo da ciò che è estraneo, impedendo che avvenga una risposta contro gli organi propri dell'organismo stesso. Quando questa capacità è persa, possono derivarne le cosiddette malattie autoimmunitarie, in cui il sistema immunitario reagisce contro i propri organi, come se fossero una cosa estranea.
Esistono nel sangue cinque tipi d’anticorpi o immunoglobuline che indicheremo con la sigla Ig: A, I G, M, E, D, differenti fra di loro per struttura e composizione chimica.
In un soggetto immune, che ha già avuto il contatto con quell’antigene, intervengono solo e soltanto i linfociti B che durante la precedente risposta immunitaria erano rimasti nell’organismo (i cosiddetti linfociti B memoria). Essi proliferano velocemente, si trasformano in plasmacellule in poco tempo e producono grandi quantità d’anticorpi specifici contro l’antigene che portano alla sua rapida eliminazione. Questo spiega perché, normalmente, non si contraggono più di una volta certe malattie infettive, tipo il morbillo o la parotite. Gli anticorpi e i linfociti B sono in grado di impedire la replicazione del virus ogni volta che esso entra nel corpo. In un soggetto non immune, invece occorre all’incirca una settimana prima che il sistema immunitario riesca ad organizzare un’efficiente risposta primaria.
I vaccini funzionano stimolando i meccanismi naturali di difesa che il nostro organismo usa contro le infezioni. Quando una persona viene infettata da un microrganismo, il sistema immunitario cerca di mobilitare le sue difese contro questa aggressione. Se questa difesa ha successo l’infezione viene sconfitta e si crea una resistenza – immunità - verso nuovi attacchi da parte dello stesso microrganismo. Se la difesa fallisce, l’infezione del batterio o virus causa la malattia con tutte le sue conseguenze. Nel processo di sviluppo dell’immunità l’organismo produce delle sostanze, denominate anticorpi, dirette contro alcune parti dello specifico germe – antigeni – e conserva un ricordo di queste sostanze estranee.
Questa memoria immunitaria può essere richiamata in caso di necessità per una protezione futura, anche molti mesi e anni dopo. Gli anticorpi circolanti nel torrente sanguigno impediscono a batteri e virus di causare delle malattie ed eliminano il germe dall’organismo. La prossima volta che la persona incontra lo stesso tipo di germe questo viene immediatamente riconosciuto dal sistema immunitario che lo elimina subito prima che possa provocare danni. Questa è la ragione per cui un bambino che ha avuto il morbillo non ne soffrirà una seconda volta. Il sistema immunitario ha una memoria. La prossima volta che il virus del morbillo incontra il bambino, le cellule che hanno prodotto gli anticorpi durante l’infezione precedente sono già pronte e rapidamente neutralizzano e distruggono il virus del morbillo prima che questo abbia la possibilità di provocare un'altra volta la malattia.
Gli esperti del campo ritengono che il nostro sistema immunitario può riconoscere e combattere efficacemente centinaia di migliaia se non milioni di microorganismi e sostanze estranee diverse.
I vaccini lavorano in maniera analoga. Però la persona vaccinata per acquisire l’immunità protettiva non ha bisogno di contrarre l’infezione e subire la malattia con tutti i rischi che questo comporta. La vaccinazione permette di ottenere una protezione immunitaria simile senza per questo provocare la malattia.
I vaccini provocano una "infezione asintomatica". I vaccini sviluppano nei bambini i vantaggi di una naturale immunità che si acquisisce con un’infezione senza però dovere soffrire delle gravi, e talvolta mortali, conseguenze di questa infezione.
Disturbi alimentaridiabete, ipertensione, obesità, avversione per i cibi, vomito nervoso, anoressia mentale, bulimia.
L'alimentazione razionale
Per alimentazione razionale si intende una indicazione di scelta dei cibi secondo un criterio di equilibrio tra le sostanze nutritive necessarie all'organismo per compiere quanto gli viene richiesto nello svolgimento delle attività vitali.
Fondamentalmente l'atto dell'alimentarsi ha anche un aspetto psicologico.
Freud per primo ha indicato che l'alimentazione non è solo una azione fisiologica, ma anche e soprattutto un fatto a cui sono connessi componenti emotive e relazionali. Intorno alla funzione nutritiva, infatti, si organizza tutto il mondo psicologico del bambino, i suoi sentimenti, il modo di porsi in relazione con il mondo esterno, sia degli oggetti che delle persone, le sue ansietà e paure, le sue modalità di esprimere l'amore e l'aggressività.
Il mangiare appaga nel bambino non solo il bisogno fisiologico della fame, ma fornisce anche particolari stimolazioni piacevoli alla mucosa orale, che è la prima zona erogena in cui si localizza la libido. Questo spiega il fatto che intorno alla funzione nutritiva si organizza anche il primo tipo di contatto fra l'individuo e la realtà esterna.
Nelle prime fasi dell'evoluzione umana, infatti, la bocca assolve alla duplice funzione: nutritiva da una parte e di azione sull'ambiente dall'altra: il bimbo piccolo sperimenta gli oggetti portandoseli alla bocca, organo che possiede in quel momento maggior capacità discriminatoria. Ne deriva che la prima suddivisione che viene applicata alla realtà si struttura in termini orali: oggetti "buoni", che possono essere messi dentro di sé e oggetti "cattivi" che vanno rifiutati.
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