nutrizione ed epatite

 
 

Epatite.


sf. [sec. XVIII; da epato-+-ite].


Epatitea) Cos'è

b) cause più frequenti

c) forme cliniche indicate come epatite

d) forme più comuni di epatite: epatite di tipo A

epatite da virus B



1) Processo degenerativo del fegato caratterizzato da necrosi parcellare che colpisce tutti i lobuli epatici. Le cause più frequenti di epatite sono i virus dell'epatite A (HBA), dell'epatite B (HBV), dell'epatite delta (HDV), e da due o forse più agenti associati all'epatite nonA-nonB, tra cui l'epatite C (HCV), l'alcol e i farmaci.


(Più rare sono le epatiti da mononucleosi infettiva, febbre gialla, citomegalovirus, altre infezioni virali e leptospirosi. Rare sono le epatiti a patogenesi autoimmunitaria che interessano soprattutto le donne e che si associano a manifestazioni cliniche (articolari, cutanee, renali, endocrine, ematiche) e sierologiche come l'ipergammaglobulinemia e la presenza di autoanticorpi di origine autoimmunitaria. )


2) Le forme cliniche indicate come epatite:

acuta,

semplice,

colangitica,

acuta da virus o virale,

interstiziale cronica,

maligna cirrogena o atrofia giallo-acuta,

sifilitica o gommosa,

brucellare,

amebica,

epizootica,

tossica,

allergica,

carenziale.


Nel gruppo va inclusa pure la cirrosi epatica che è un'epatite altamente degenerativa.


(Le forme più comuni sono quelle da virus A (HAV) a trasmissione soprattutto oro-fecale, ma anche talora parenterale, e quelle da virus B (HBV) e nonA-nonB a trasmissione parenterale o sessuale.)


Epatite di tipo A


3) L' epatite di tipo A ha diffusione mondiale e colpisce soprattutto i ragazzi e i giovani adulti. (Essa esiste come forma sporadica, ma talora dà luogo a vere e proprie epidemie.)


4) Il virus è eliminato con le feci dai soggetti infetti nella fase prodromica (e nel periodo itterico precoce della malattia) e si diffonde soprattutto mediante l'ingestione di alimenti e acque contaminate.


5) Dopo un periodo di incubazione di circa 18-40 giorni la malattia si manifesta con tre fasi:

stadio prodromico, caratterizzato da febbre, malessere, disturbi gastroenterici aspecifici (nausea, vomito, anoressia);


stadio itterico con ittero, prurito, urine scure, feci chiare, epatomegalia con dolorabilità epatica;


stadio postitterico o della convalescenza, in cui possono persistere malessere e modeste anomalie della funzione epatica.


6) L'epatite da virus A ha di solito un andamento acuto con risoluzione spontanea, solo raramente può evolvere in forme molto gravi con necrosi epatica massiva (atrofia giallo-acuta). Sono frequenti le forme inapparenti.


L'epatite B



1) L' epatite da virus B, virus a DNA, è dovuta a una trasmissione del virus per via parenterale

(frequente la diffusione da trasfusioni o da scambio di siringa tra tossicodipendenti) o per via sessuale.


(In molti casi le modalità di contagio rimangono sconosciute. Per quanto riguarda l'HBV, esiste un'ampia popolazione di soggetti portatori cronici.)


2) Il periodo di incubazione per l'epatite B è compreso tra 50 e 180 giorni;


3) il quadro clinico, come per le epatiti non A-nonB, è simile a quello dell'epatite A.


(Più frequentemente in queste forme di epatite si ha la cronicizzazione del processo necrotico-degenerativo con evoluzione dell'epatite acuta in epatite cronica persistente, aggressiva, e quindi in cirrosi epatica. Il virus dell' epatite delta è un virus incapace di autoreplicarsi e necessita per la replicazione della presenza del virus dell'epatite B (co-infezione o sovrainfezione).


Patogeno:

Contaminate:

ittero

anomalie

parenterale





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