nutrizione e diabete, ipertensione, obesità, avversione per i cibi e nutrizione, vomito nervoso, anoressia mentale, bulimia, nutrizione corretta e bilanciata
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Avversione per i cibi
Sembra significativo riportare , per questo problema, i risultati degli studi di Smith, Powell e Ross sulla relazione fra certi aspetti della personalità e l'avversione per i cibi. Essi hanno dimostrato che le persone con un maggior numero di avversioni erano quelle più emotive, instabili, più ipocondriache. Questi dati sottolineano la tendenza dei soggetti che presentano qualche disturbo nella sfera affettiva a riferire un numero più elevato di avversioni nel campo alimentare.
Diverse età e condizioni fisiche
Perché la dieta possa rispondere alle esigenze di tutti gli individui, deve far riferimento sia a parametri generali che individuali.
Per fare degli esempi, il bambino ha bisogno, per crescere, di un maggior apporto di proteine rispetto ai genitori; la madre che allatta deve mangiare un po' di più di una sua coetanea che fa vita sedentaria; una persona anziana necessita di un apporto energetico minore rispetto ad un giovane sportivo.
Una cosa è certa: mangiare in modo variato ed equilibrato aiuta a prevenire l'insorgenza di gravi malattie come quelle cardiovascolari, tumorali e da carenza di particolari nutrienti, nonché malattie metaboliche quali l'obesità, il diabete, le dislipidemie.
L'alimentazione in alcune circostanze particolari
Le esigenze nutrizionali, dunque, sono diverse a seconda dell'età, del sesso, dell'attività svolta. Ma dobbiamo distinguere tra diversità di bisogni alimentari in relazione a particolari stati fisiologici, quali appunto la gravidanza e l'allattamento, o diversità di bisogni alimentari conseguenti a stati prepatologici o patologici quali l'obesità, il diabete e l'ipertensione.
Gravidanza
L'alimentazione, per quanto attiene a questo particolare momento della vita della donna, deve essere ben calibrata sia sotto l'aspetto quantitativo che qualitativo poiché i fabbisogni nutritivi cambiano.
Nel primo trimestre non si registrano grosse variazioni di peso, mentre nel secondo trimestre l'aumento è a carico degli organi annessi alla gravidanza, all'aumento del volume del plasma e ai depositi di grasso di riserva; nel terzo trimestre l'aumento riguarda principalmente l'incremento di peso del feto. Il peso del nascituro è comunque in relazione allo stato di nutrizione della madre all'inizio della gravidanza e al guadagno in peso durante i nove mesi, che non dovrebbe essere superiore a 10/12 kg.
In termini di qualità della dieta, le proteine, data la loro funzione plastica, rivestono un'importanza fondamentale per lo sviluppo del feto. In egual misura i lipidi assumono un ruolo rilevante sia in funzione dell'apporto calorico sia in funzione delle proprietà plastiche e protettive, associate alla frazione fosfolipidica, agli acidi grassi polinsaturi e alle vitamine liposolubili da essi veicolate.
Anche le vitamine e i sali minerali sono determinanti per il buon esito della gravidanza. La necessità di assumere integratori di sali minerali in gravidanza è accertata: vengono spesso prescritti sia per prevenire la frequente insorgenza di anemie (per carenza di ferro) sia in risposta alla mobilizzazione di sali di calcio necessari allo sviluppo osseo del feto e al continuo riassesto cui è sottoposto lo scheletro materno, nonché alla formazione di riserve per il futuro allattamento.
Allattamento
Anche durante l'allattamento il fabbisogno energetico della donna è aumentato per le calorie necessarie alla produzione lattea. La produzione di latte da parte della nutrice varia in base a fattori soggettivi (costituzionali, nutrizionali).
L'attenzione va posta però alla qualità degli alimenti da aggiungere alla normale alimentazione. In particolare va aumentato l'apporto di proteine, di vitamina A e di vitamine del gruppo B, nonché l'apporto di alcuni minerali come il calcio e il ferro.
E' importante anche l'assunzione di acqua poiché, essendo il latte un alimento liquido, in mancanza di assunzione di bevande si può verificare un richiamo di acqua dai tessuti, condizione che crea disidratazione a livello intestinale con conseguente stitichezza.
Un'attenzione particolare va posta nell'eliminazione di alcuni alimenti che conferiscono al latte sapore sgradevole: fra questi ricordiamo l'aglio, la cipolla, i peperoni, gli asparagi, tutte le verdure aromatiche in genere, nonché spezie e droghe.
L'obesità
L'obesità, vera e propria malattia del benessere, è in continuo aumento ed è una sindrome che potremmo definire un primo passo verso vere e proprie patologie quali diabete ed ipertensione.
Una dieta equilibrata ed adeguata ai bisogni dell'individuo ha come obiettivo anche quello di consentire il mantenimento di un peso corporeo il più possibile vicino al valore ottimale, e quindi un buono stato di nutrizione. Quando tale equilibrio viene a mancare, il più delle volte a causa di una abbondante introduzione di alimenti, si verifica l'accumulo di energia in eccesso sotto forma di grasso e il soggetto aumenta di peso. Si ha sovrappeso quando il peso corporeo aumenta fino al 20% rispetto a quello ideale e obesità quando il peso aumenta di oltre il 20%.
Poiché l'obesità è determinata da uno squilibrio tra apporto di calorie e dispendio energetico, per correggere questa patologia occorre mangiare di meno e muoversi di più.
L'ideale è dunque prevenire l'aumento di peso; se invece si è già obesi è necessario correre ai ripari evitando nella maniera più assoluta di passare all'estremo opposto, ossia al digiuno. Diventa obbligatorio, invece, ridimensionare i propri consumi alimentari. E' preferibile mangiare di tutto, riducendo le quantità senza fare drastiche eliminazioni. E' anche opportuno porre attenzione al modo di cottura degli alimenti, per esempio evitando le fritture, i sughi, gli intingoli, tutti i cibi ad alta densità calorica.
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